(nella foto  piatto del temakinho Milano Navilgli)

Si tratta di una contaminazione nata da una migrazione. Succede sempre, è la storia del mondo. Ma da questo strambo incontro di tradizioni culinarie e di stili di vita è nata la cucina Nikkei Burajuru-jin (nippo – brasiliana).

Un incontro di etnie avvenuto più di un secolo fa, quando in Brasile arrivarono i primi immigrati dal Giappone.Il termine, infatti, nikkeijin (日系人) indica tutte le persone giapponesi e i loro discendenti, di tutte le generazioni, residenti all’estero. Insomma vuol proprio dire persona del Giappone, non più giapponese. Che poi in portoghese è diventatonikkeis”.

Erano solo 790 gli immigrati, per lo più agricoltori in fuga dalla povertà dei territori rurali che colpì il Giappone con il finire del feudalesimo. Oggi sono più di un milione e mezzo. Questo strano incontro di culture ha creato una contaminazione gastronomica che oggi ha affermato una sua precisa identità anche nella ristorazione.

È iniziato tutto dopo la seconda guerra mondiale, quando il numero di nikkeis si era fatto consistente. Iniziarono così ad introdurre piatti più classici della cucina nipponica nella cucina di tutti i giorni. I brasiliani, da sempre curiosi e accoglienti, cominciarono a gustarla accompagnata dalla caipirinha, la più classica delle loro bevande. Con il tempo anche la frutta tipica e prodotti locali sono entrati a fare parte della produzione dei piatti, un esempio è la caipirinha sake. I punti di forza sono la freschezza e la leggerezza degli ingredienti, i colori vivaci e i drink pestati brasiliani che si abbinano perfettamente ai piatti giapponesi.

Parliamo quindi di uno stile, una cultura della cucina nata prima dal popolo, per poi arrivare tra le mani dei grandi chef.

Bene, ora che siete edotti avete anche voglia di assaggiare? Ecco qui qualche suggerimento:

Il Temakinho è stata la prima temakineria ad aprire in Europa. Qui potrete gustare il temaki, un cartoccio di alga ripieno di pesce, nasce il Giappone, ma in Brasile si unisce con la frutta esotica e assume la sua identità. Potrete trovare un Temakinho sui Navigli, a Milano, ma anche in Brera. Se siete di Roma non disperate, al quartiere Monti, in via del Serpente non poteva mancare.

Se volete guastare un uramaki nippo-brasiliano il Bomaki è il vostro locale. Si trova in corso Sempione e potrete riconoscerlo dal tucano che tiene nel becco le bacchette.

Al Caffè Pot, vicino a Piazza Bologna a Roma, potrete gustare le tapas sushi o la tempura burrito, parole che messe insieme sembrano formare un ossimoro, ma io mi fiderei fossi in voi.

Torniamo a Milano. Al Noodle bar di Al Mercato invece la cucina giapponese incontra quella italiana e qui l'incontro si fa ancora più interessante.