(nella Foto un Indimenticabile Alberto Sordi, in  "Un Americano a Roma")

“Maccarone m'hai provocato?? e io me te magno!” diceva Alberto Sordi ad un piatto di pasta al pomodoro in “Un Americano a Roma”. Si “sparava le pose” dell'american boys, ma alla pasta non riusciva proprio a resistere.

E così come Sordi sono molti i registi italiani e stranieri che non sono riusciti a resistere alla bontà della cucina italiana.

Una mania che ha toccato anche il cinema di animazione, come in “Piovono polpette” in cui l'invenzione di un trasformatore in cibo porta addirittura ad un disastroso tornado di spaghetti con le polpette... fossero tutte così le catastrofi meteorologiche!

Per Lilli e il Vagabondo gli spaghetti con le polpette erano la portata principale di una cenetta romantica e “... dolce sognar e lasciarsi cullar nell'incanto della notte”. Totò, invece, festeggiava gli spaghetti al pomodoro, che mangiava con le mani ballando sul tavolo in “Miseria e nobiltà”.

Gli spaghetti mangiateli come volete, ma fra le ricette da cinema io eviterei di prendere esempio da Jack Lemmon che, nel film “L'appartamento”, scolava la pasta con la racchetta da tennis.

In “Mangia prega ama” la ricetta all'italiana si fa vegetariana. Julia Roberts si lascia alla spalle un brutto divorzio e decide di intraprendere un viaggio che la porta in tre tappe: l'Italia che le fa ritrovare l'appetito, l'India in cui esplora la sua spiritualità e infine Bali dove capisce cosa sia veramente l'amore. Un piatto dopo l'altro Roma ridona alla protagonista l'amore per la buona tavola, il buon cibo e per l'estasi culinaria. Dolci, vino e fiori di zucca, ma la ricetta che tutti ricordano è quella della carbonara vegetariana: preparata con zucchine, asparagi e cipolla al posto della pancetta.

“Vieni via con me” e la voce calda di Paolo Conte erano la colonna sonora di “Ricette d'amore”. Pellicola in cui Sergio Castellitto interpretava un'affascinante e giocherellone chef italiano che conquista un'algida cuoca tedesca tendente al perfezionismo gastronomico. Anche qui è il cibo a guarire le ferite e ovviamente il confortevole cibo italiano batte quello tedesco a mani basse grazie a sua maestà la “Pizza”.

Pizza sta a “L'oro di Napoli” come Sophia Loren agli strepiti da mercato: “Mangiate oggi e pagate fra otto gioooorni!”. Ebbene si, chi non se la ricorda con le mani sporche di farina mentre preparava la pizza fritta che vendeva a credito, sgridata da un marito geloso.

Toniamo alle polpette, quelle di Ferzan Ozpetek e delle sue “Fate ignoranti”:A lui non gli venivano così! Mela grattugiata, peperoncino, cotte nella cipolla e nell’arancio, o forse non ci andava la cipolla?”. Ma anche la torta al cioccolato de “La finestra difronte” oppure la pasta in “Mine Vaganti”. Ogni film di Ozpetek porta ad una ricetta, al mangiare insieme e condividere il cibo, tanto che ne è nata una scuola di cucina domestica.

La cucina italiana e il cinema hanno un rapporto da “Grande abbuffata”, ma se non volte fare la fine di Marcello Mastroianni e Ugo Tognazzi, che mangiarono fino alla morte, potreste anche provare la dieta di Fantozzi in “Fantozzi contro tutti”. In fin dei conti chi non vorrebbe un motivatore che ad ogni sgarro ti grida contro: “tu mancia? Tu mancia?”.

Solo che non si può andare via senza dessert. Cosa ne pensate dell'enorme barattolo di Nutella di Nanni Moretti in “Bianca”?

Insomma mi è venuta fame!